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Blog Africa

Disability is not inability

14/06/2019
“La notte è calata sulla missione di Rwentobo e al dispensario di Rushooka.
Probabilmente le strade là fuori sono ancora popolate e rumorose, tra le mura sicure dei nostri due rifugi regna il silenzio.
Un silenzio interrotto solo da un ronzio fastidioso che non permette di prendere sonno: e allora tanto vale affrontarlo quel ronzio… dormire sarebbe comunque impossibile.
Cerco di decifrarlo: “Disability is not inability”.
Un concetto difficile già quando si hanno diverse possibilità, potenzialmente infinite possibilità, per migliorare la prospettiva e la qualità di vita di un bimbo disabile… più a nord, molto lontano da qui.

Impossibile convincersene quando ci si ritrova in un villaggio, dove regnano 3 colori: il rosso della terra e dei mattoni delle case, il verde acceso delle piante di banana… e il nero. Quello delle decine e decine di occhi che oggi abbiamo incontrato durante le visite pediatriche. Occhi neri, di bimbi cerebropatici, di bimbi epilettici, di bimbi tetraparetici, di bimbi disabili. Bimbi fatti arrivare dai villaggi vicini per sfruttare quella sola, unica, possibile speranza che la vita può offrire loro: una valutazione medica.

Occhi neri, di madri preoccupate, desiderose di parole che possano dare loro speranza. E allora torna lui, il ronzio. “Disability is not inability”. Passare questo messaggio attraverso i nostri occhi, con spiegazioni lente sulle scarse possibilità di diagnosi ma sulle varie possibilità di supporto e stimolazione. Stringere mani, accennare sorrisi, confortare. Perché dove non arrivano le possibilità terapeutiche mediche arriva la terapia della speranza: l’unica per quegli occhi neri, tristi, dignitosi. Anche qui, dove tutto ha tre colori: rosso, verde… o nero.

La notte è calata su questa giornata di una intensità spaventosa e ha coperto tutto del suo manto nero. Domani il sole illuminerà di nuovo gli splendidi colori di questa terra, farà riaprire quelle decine di occhi neri incrociate oggi. E forse, finalmente, quel ronzio diventerà un grido: “disability is not Inability”. Anche quaggiù, dove il rosso e il verde vincono sempre, anche sopra il nero.” (Valentina)

“Oggi sono SENZA PAROLE. Non si possono trovare parole dopo la visita ad un villaggio dove ci aspettava una marea di gente (sopratutto madri e bambini) per essere visitati! Abbiamo visto veramente di tutto: esiti di sofferenze fetali devastanti, bimbi con la tubercolosi, persone distrutte dalla poliomielite, cechi, sordi, bimbi epilettici, cardiopatie e poi tante pance gonfie per la malnutrizione! Che parola vuoi portare a casa dopo una giornata così?” (Arianna)

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