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Blog Africa

Padre Mansueto

Africa Missione

15/05/2018
“La jeep percorre la strada da Mbarara a Rooshoka…
Il cielo è ancora cupo, oggi le nuvole non hanno lasciato molto spazio alla luce.
Stiamo rientrando alla missione francescana, oggi siamo stati in trasferta a Mbarara da padre Mansueto per valutare la possibilità di altri aiuti in Uganda.
L’accoglienza all’interno del convento è stata tra le più calorose: bambini di ogni età sbucati da chissà dove hanno preso le nostre mani e hanno atteso con noi l’arrivo delle suore e del frate…
Padre Mansueto ci accoglie tra le mura del convento in maniera affettuosa, ci sentiamo subito a casa tra l’accento padovano del frate, quello veronese di suor Laura e i suoni del sud Tirolo di padre Franco.

Mansueto è orgoglioso di ciò che ha creato: una grandissima scuola primaria ed una scuola secondaria all’interno delle quali l’istruzione e l’avvio al lavoro danno grandi possibilità ai giovani ugandesi…
Oggi purtroppo la scuola è chiusa, ma mansueto ci guida tra le classi e noi immaginiamo i ragazzi al lavoro nella stanza del cucito, tra i materiali per diventare parrucchieri, nella sala dei saldatori…
Sarebbe bello portare un piccolo aiuto anche qui, le nostre menti corrono…

Dopo un pranzo tutto italiano visitiamo Patrick, un ragazzo affetto da una malattia cutanea non ancora ben diagnosticata. Tutto è difficile qui. Tutto. Patrick ha dovuto percorrere mezza Uganda per raggiungerci, dovrà sostare a Mbarara una notte per vedere domani un dermatologo, dei semplici esami del sangue richiedono giorni di viaggio per essere eseguiti senza parlare dei costi delle medicine che non sempre riescono ad essere coperti. Riflessioni sulle possibilità, infinitamente diverse, di due mondi incomparabili…

Altre grida, altre corse: suor laura e suor Patrizia non ci hanno voluto far ripartire prima di averci mostrato l’orfanotrofio che gesticono…
130 bambini. Un’età che varia tra le 3 settimane di vita e i 14 anni…
Percorriamo ammutoliti le stanze dell’orfanotrofio, i bimbi sono ovunque, di ogni età. Sospendiamo i pensieri, sarebbero infinite le domande…

Il cielo si apre un poco per lasciarci intravedere un pallido tramonto… è così che rientriamo in missione, condividiamo l’esperienza con Marta Giorgio e gli altri volontari della missione… realtà diverse sparse per l’uganda, ognuna con il suo fine, ognuna con le sue difficoltà, ognuna con le sue caratteristiche…” V.

“Stasera ho troppi pensieri per la testa… infatti mi pesa.
Questo viaggio mi sta dando sicuramente più di quello che io sto dando all’Africa.

Tornerò a casa arricchita da mille cose nuove, nozioni mediche, alcune delle malattie della pelle, conosco alcune sindromi dell’età pediatrica, le vaccinazioni dell’Uganda, i programmi per le donne in gravidanza con l’hiv, qualche parole in più di inglese, la concezione della donna nei paesi del centro dell’Africa, il programma didattico degli studenti africani della scuola primaria e secondaria e altre mille pepite d’oro.

Oggi un altro dei concetti con cui il mio cervello, il mio io, il mio cuore e ogni singolo cm. quadrato della mia carne si arrovella è la Provvidenza. Mi sento sempre molto manzoniana a parlare di Provvidenza… un concetto che si contrappone al principio del libero arbitrio in cui credo molto!!!
Oggi Suor Laura ci ha detto che la Provvidenza ci ha portato a questo viaggio in Africa… ma non lo so??? Verità o illusione???

Una cosa l’ho capita bene… l’Africa è il paese delle contraddizioni. Forse anche noi in Europa ce le abbiamo, ma ci siamo dentro fino al collo e quindi non ce ne rendiamo neanche conto. Infatti abbiamo il muzungu time e l’Africa time… tempo??? Dovrebbe essere un concetto oggettivo, invece pare che qui non sia così…” M.

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