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Blog Africa

Rushooka

Africa Salvagente

16/5/2017 h. 13.30 Rushooka

“Sguardi più spenti oggi, occhi più silenziosi, voci più lente.
È così che torniamo dalla mattinata a Rushooka.
In questo piccolo villaggio locale ancora un po’ di contatto con l’immensa povertà in cui versa la popolazione.
I nostri animi si interrogano e non trovano risposte.

I nostri corpi si piegano, s16i inginocchiano a salutare i bimbi, le nostre voci si spengono e si accende il linguaggio dei gesti, il linguaggio dei sorrisi, il linguaggio degli sguardi.
I nostri animi si interrogano e non trovano risposte.

La visita al dispensario delle suore di Rushooka ci ha mostrato il bellissimo lavoro già svolto quaggiù, le idee su come proseguire sono tante. Un passo, solo un passo al di fuori delle mura del dispensario per capire le immense difficoltà che si incontrano per realizzarle…
I nostri animi si interrogano… e ancora non trovano risposte.

Sguardi più spenti, occhi più silenziosi, voci più lente di ritorno da Rushooka. Animi più pesanti, cuori più ricchi, immagini indelebili scolpite come cicatrici nella nostra memoria.

I nostri animi si interrogano: troveranno mai delle risposte?” V.

Africa Bambini

h. 19.52

“Terra di contrasti. Contrasti di emozioni…

L’orologio del nostro bus segna le 7.52 PM, le nostre ruote corrono nuovamente veloci verso la missione.

Torniamo nuovamente da Rushooka, torniamo ancora più pesanti… se mai fosse possibile appesantire quegli animi che già questa mattina non trovavano risposte.

Una salita da togliere il fiato fino alla cima di una collina, un paesaggio da togliere il fiato non appena arrivati sulla cima, balli senza fiato con i piccoli del villaggio che ci hanno seguito, felicità senza fiato dai loro occhi, dai nostri volti…

e se il fiato ci è stato tolto dalla felicità durante quella allegra passeggiata in collina, il sorriso si è nuovamente spento all’ingresso nelle loro case: David, un ragazzo che lavora in missione, ci ha accolto tra le pareti della sua dimora.

Solo il buio più nero che regnava nella stanza ha potuto celare le nostre lacrime mentre quei 9 bambini bevevano bicchieri colmi di Fanta…

bicchieri che avremmo voluto riempire di abiti, libri, giocattoli. O forse solo di opportunità…

Corpi senza fiato, volti senza sorriso, animi senza risposte… con ancora troppe domande.” V.

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