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Blog Pediatra

Meningite: vero allarme o fobia mediatica?

MeningiteAutore: Dott.ssa Valentina Decimi

Il solo nome fa paura… l’attenzione mediatica su alcuni casi recenti ha portato al ritorno del grande incubo nelle menti di mamma e papà. Un’unica domanda riecheggia ormai negli ambulatori pediatrici, fatta sulla porta, poco prima dei saluti…quasi a volerne esorcizzare la paura: “Scusi dottoressa, ma per la vaccinazione contro la meningite…”.
Proviamo a conoscerla, impariamo a riconoscerla ma NESSUN ALLARME ROSSO!

Cos’è la Meningite

Le meningi sono delle membrane che circondano l’encefalo e continuano nel canale midollare rivestendo il midollo spinale. Si distinguono tre tipi di meningi: la più spessa e fibrosa è la dura madre, la più delicata, intermedia è l’aracnoide e la meno resistente è la pia madre.

Meningite

Fig.1 – Le meningi: Dura madre – Aracnoide – Pia madre

La meningite consiste in una infiammazione di queste membrane ed è prevalentemente di origine infettiva (virus o batteri principalmente) anche se esistono sindromi meningee di origine non infettiva.
La via di trasmissione è generalmente la via aerea: tramite goccioline di saliva il germe colonizza le vie aeree superiori e poi si diffonde attraverso il sangue raggiungendo le meningi. Talvolta l’infiammazione meningea può essere causata da una infezione localizzata in una sede limitrofa come ad esempio l’orecchio medio, l’orecchio interno o i seni paranasali.
Altra possibilità è che in seguito ad una lesione traumatica della scatola cranica si crei un porta di accesso ai microorganismi che possono penetrare attraverso la ferita e creare infezione.
Dal punto di vista patogenetico il danno neurologico che può essere legato alla meningite non è il risultato diretto dei virus o dei batteri ma è dovuto alla attivazione di una cascata di processi infiammatori innescata da questi microorganismi.
Il risultato di questi processi infiammatori:

  1. alterazioni nella dinamica liquorale
    (ovvero nel processo che regola produzione e riassorbimento del liquor, il liquido contenuto nelle
    cavità dell’encefalo);
  2. Alterazioni nel metabolismo delle cellule cerebrali;
  3. Alterazioni nel flusso sanguigno cerebrale.

Virus o Batteri?

I principali germi responsabili dei quadri di meningite possono essere virus, batteri o funghi.
Le forme di meningite dovute a virus (meningite asettica) sono generalmente a decorso più benigno, si risolvono in 7-10 gg e più raramente hanno gravi conseguenze. Le meningiti di origine batterica sono più rare ma estremamente più serie e con conseguenze anche fatali.

Batteri:

  • Meningococco
  • Pneumococco
  • Haemophilus Influenzae
  • Bacillo della tubercolosi
  • Altri: stafilococchi, streptococchi, batteri coliformi
Virus:

  • Coxsackievirus
  • Poliovirus
  • Virus dell’epatite
  • Herpesvirus

MeningiteIl meningococco (o Neisseria meningitidis) è un batterio di cui sono attualmente noti tredici tipi (sierotipi), ma solo cinque (A, B, C, Y, W135) sono rilevanti dal punto di vista clinico e capaci di provocare malattia ed epidemie. I sierotipi B e C sono responsabili della maggior parte dei casi in Italia, Europa e Americhe, sebbene anche i casi da attribuire ai tipi Y e W135 siano in aumento. I sierotipi A e C prevalgono in tutta l’Asia e l’Africa, il sierotipo W135 è noto per le meningiti verificatesi tra i pellegrini di ritorno dalla Mecca e per le epidemie in Africa.

MeningiteLo pneumococco (Streptococco pneumoniae) è un batterio molto diffuso che si ritrova nel tratto respiratorio superiore (naso e gola) di bambini e adulti sani ed è il principale responsabile dell’otite media acuta nel bambino. Il 30-70% delle persone sane, i bambini più frequentemente degli adulti, sono portatori dello Streptococcus pneumoniae. In condizioni di immunità normale lo Pneumococco si localizza nelle vie aeree senza dare alcun disturbo ma, in concomitanza con infezioni virali o in particolari condizioni che abbassano le difese immunitarie, lo pneumococco può causare patologie invasive quali la polmonite o la menignite.

MeningiteL’Haemophilus Influenzae di tipo B (Hib) è un batterio che causa infezioni spesso severe, soprattutto tra i bambini di età inferiore ai 5 anni. Abitualmente, l’Hib dà una malattia simil-influenzale, che si risolve nel giro di qualche giorno. In alcuni casi, invece, l’infezione può evolvere in forme gravi dette forme invasive: la meningite è più comune tra le malattie invasive da Hib, pari al 50%-65% dei casi in era pre-vaccino.
Con l’introduzione della vaccinazione con l’uso del vaccino esavalente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo.

Come si manifesta

Il quadro clinico di presentazione della meningite è fortemente dipendente dall’età del bambino. La regola generale è che più è piccolo il bambino più i segni della meningite sono atipici e/o sfumati.
Nel lattante i segni classici sono febbre, convulsioni, sopore, irritabilità e fontanella tesa e bombata.
Nel bambino (così come nell’adulto) le prime manifestazioni sono costituite da:

  1. Febbre
  2. Cefalea intensa (mal di testa)
  3. Vomito
  4. Fotofobia (fastidio alla luce)
  5. Convulsioni

Altre manifestazioni che possono essere associate sono:

  1. Irritabilità;
  2. Sonnolenza;
  3. Letargia fino al coma;
  4. Comparsa di petecchie (piccole emorragie a “capocchia di spillo”) o altri tipi di emorragia (segni più caratteristici della meningite causata dal meningococco);
  5. Coinvolgimento delle articolazioni con artrite (tipico dell’infezione da meningococco ed Haemofilus influenzae di tipo B.).

A mano a mano che procede l’intensificarsi dell’infiammazione delle membrane meningee compaiono la rigidità nucale e due segni clinici classici: il segno di Brudzinski (da paziente supino si tenta di far flettere la testa sul petto: il segno è positivo se con tale manovra il paziente flette le gambe- vedi Fig. 2) e il segno di Kerning (da paziente supino si tenta di flettere le gambe tese sul bacino: il segno è positivo se tale manovra evoca dolore e il paziente flette la gamba sulla coscia- vedi Fig. 3).

Meningite

Fig.2 – Segno di Brudzinski

Meningite

Fig.3 – Segno di Kerning

La diagnosi di questa malattia si basa, oltre che sulla clinica, sull’esecuzione di una puntura lombare (rachicentesi) che viene eseguita per prelevare, analizzare il liquido cerebrospinale ed identificare in esso il microrganismo patogeno.

Come si cura

Il trattamento della meningite batterica è basato su una terapia antibiotica che viene scelta sulla base dei principali patogeni che possono causare la meningite. Solo l’analisi del liquor e l’identificazione del patogeno consentirà di eventualmente modificare la scelta terapeutica.

La prevenzione più efficace? Le vaccinazioni

Il mezzo più efficace per prevenire la meningite batterica è la vaccinazione.
Attualmente le vaccinazioni disponibili per proteggersi dalle forme di meningite batterica sono: i vaccini contro il meningococco di tipo A, B, C, Y, W135, contro lo penumococco e contro l’Haemofilus influenzae.

Meningite

Fig.4 – Vaccinazioni contro le forme di meningite batterica – campagna #ioVaccino

Vaccinazione antimeningococcica:
Esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco:

  • il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC);
  • il vaccino coniugato tetravalente, utile verso i tipi A, C, W e Y;
  • il vaccino contro il tipo B, che protegge solo e soltanto da questo.

Il vaccino contro il meningococco C viene effettuato tra il 13° e il 15° mese di vita (in concomitanza con il vaccino per morbillo-parotite-rosolia). E’ possibile anticipare la vaccinazione, nei soggetti più a rischio, con tre dosi a 3, 5, 11 mesi.
Una seconda dose viene eseguita a 12-14 anni con il vaccino coniugato contro i sierotipi A, C, Y, W135 e questo stesso vaccino è consigliato agli adolescenti che non sono stati vaccinati contro il meningococco C. E’ un vaccino gratuito compreso nel calendario vaccinale attualmente in uso.

Il vaccino Anti- Men B ha un numero di somministrazioni variabile in base all’età del bambino:

  • tra i 2 e i 5 mesi vengono effettuate 4 dosi;
  • tra i 6 e i 23 mesi vengono effettuate 3 dosi;
  • dai 24 mesi in su vengono effettuate 2 dosi.

Il nuovo Piano Nazionale Vaccini, approvato a Settembre 2016, ha allargato la fascia di vaccini gratuiti, includendo anche l’anti-meningococco B per i nuovi nati del 2017. Nell’attesa che tale Piano diventi operativo attualmente persistono delle differenze tra le diverse regioni sui costi di questo vaccino: ci sono regioni come la Toscana, che offrono il vaccino gratuitamente, a causa anche dei nuovi casi di meningite verificatisi in questa regione, altre regioni operano in regime di co-pagamento tra ASL e la famiglia e altre ancora lo fanno pagare per intero a costo di mercato.
E’ necessario informarsi con il proprio pediatra o presso la propria ASL per conoscere quale sia la situazione nella propria regione.

In generale si tenga presente che le classi di sogggetti a rischio maggiore di contrarre un’infezione da meningite di tipo B o C sono:

  • Neonati;
  • Bambini in età pre-scolare (sotto i 5 anni);
  • Adolescenti;
  • Ragazzi fino ai 25 anni;
  • Soggetti che viaggiano all’estero.

Tutti possono chiedere di essere vaccinati ma ha senso concentrare l’attenzione sulle categorie sopraelencate in quanto, se si arrivasse ad un’ampia copertura vaccinale in questa popolazione, si ridurrebbe la circolazione del meningococco anche nella popolazione generale.

Oltre a quelle elencate, le categorie “a rischio” per le quali la vaccinazione è particolarmente consigliata indipendentemente dall’età sono:

  • Talassemici;
  • Soggeti splenectomizzati (asportazione della milza);
  • Soggetti con malattie del sistema immunitario/HIV;
  • Diabetici;
  • Soggetti con insufficienza renale.

Vaccinazione anti-pneumococcica:
Esistono più di 90 tipi di pneumococco ma il vaccino protegge da quelli che più frequentemente sono causa di malattia.
Esistono due tipi di vaccinazione anti-pneumococcica:

  • Il 23-valente: utilizzabile soltanto nei bambini sopra i due anni di vita;
  • Il 13-valente (PVC13 che protegge nei confronti di 13 ceppi di pneumococco).

IL PVC13 viene raccomandato:

  • Ai nuovi nati: in tre dosi al 3°,5°, 11-13° mese di vita;
  • Ai bambini tra i 12 e i 23 mesi: in due dosi con un intervallo di 2 mesi tra una dose e l’altra;
  • Ai bambini tra i 2 e i 5 anni: in dose singola.

Vaccinazione anti-Haemophilus Influenzae:
Il vaccino anti HIB si somministra, nel corso del primo anno di vita, all’interno del cosiddetto “esavalente”, così chiamato perché contiene 6 vaccini: Difterite-Tetano-Pertosse-Polio-Epatite-Hib. Il vaccino viene somministrato al 3°, 5°, 11°, 13° mese di vita.
I bambini oltre i 5 anni di età in generale non necessitano del vaccino, fatta eccezione per alcuni casi particolari quali: assenza di milza, malattie del sistema immunitario, HIV, neoplasie, trapianto di midollo osseo, anemia a cellule falciformi.

Meningite

Fig.5 – Calendario Vaccinale 2016-2018 Hib= Haemophilus Influenzae di tipo B PCV= Pneumococco MEN B= Meningococco di tipo B MEN C= Meningococco di tipo C MEN A,C, Y, W135= Meningococco tipo A, C, Y, W135

Situazione in Italia… e nel mondo

Negli ultimi mesi si è diffuso in Italia un particolare allarmismo riguardo all’argomento “meningite” a causa di una serie di casi riportati dai media. La Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (SItI), la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG) e la Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP) affermano, tuttavia, che la situazione epidemiologica è nel nostro Paese in linea con la consueta incidenza della malattia, tranne che per la Regione Toscana dove le autorità sanitarie hanno intrapreso interventi straordinari di prevenzione.

In particolare i dati epidemiologici forniti dal Ministero della Salute mostrano che nel 2016 sono stati segnalati in Italia 178 casi di meningite da meningococco, con una incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-2014, ma in diminuzione rispetto al 2015. Questo andamento è legato ad una presenza in Toscana di un focolaio di meningococco C a trasmissione più elevata, dove però sono già state predisposte misure vaccinali particolari.

Il numero totale dei casi di meningite dovuti anche ad altri germi è invece in costante diminuzione:

  • nel 2014: 1479 casi;
  • nel 2015: 1815 casi;
  • nel 2016: 1376 casi.

Al momento non esiste quindi alcuna situazione epidemica e la fobia che si è diffusa nella popolazione è solo legata ad una maggior enfasi data dai media ad alcuni casi che sono stati segnalati.

Questo non significa, tuttavia, minimizzare la gravità di questa patologia che resta gravissima (mortalità nel 10% dei casi) e giustifica un attento programma di prevenzione mediante le vaccinazioni sopraelencate.
E’ importante infatti ribadire, ancora una volta, che se la situazione epidemiologica in Italia è quella sopra descritta e il nostro paese può essere considerato “PAESE A BASSA INCIDENZA DI MALATTIA” è proprio grazie al programma vaccinale da tempo esistente in Italia.

Meningite

Se volessimo dare uno sguardo alla situazione della meningite nel resto del mondo questo è lo scenario: secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ogni anno si verificano 500.000 casi di meningite meningococcica, il 10% letali.

  • In EUROPA la maggior parte dei casi di meningite è causata dal meningococco di tipo B e di tipo C;
  • Negli STATI UNITI risulta importante anche il gruppo Y;
  • In ASIA è preponderante il sierogruppo A;
  • Per quanto riguarda il continente africano le epidemie sono associate soprattutto ai gruppi A e C del meningococco: per questi due gruppi esiste una vera e propria fascia geografica dove la meningite è radicata, endemica ed è la cosiddetta CINTURA DELLA MENINGITE-MENINGITIS BELT (Fig.7) comprendente i paesi dell’Africa sub-Sahariana, dal Senegal all’Etiopia: qui la stagione secca favorisce la diffusione della malattia e proprio qui nel 1996 si è verificata la più grande epidemia di meningite mai registrata- 250.000 casi, 25.000 morti.

Altra epidemia di meningite si è verificata nel 2000 a causa del meningococco W135 a causa della diffusione da parte dei pellegrini di ritorno dalla Mecca che hanno diffuso la malattia in Africa e poi nel resto del mondo.

Meningite

Fig.6 – Diffusione dei diversi tipi di meningococco nel mondo

Meningite

Fig.7 – la “cintura della meningite” nel continente africano

Ricorda mamma… Ricorda papà

  1. Attualmente non è in corso nessuna EPIDEMIA di meningite in ITALIA: nessun ALLARMISMO!
  2. Hai imparato a riconoscere l’associazione di sintomi che deve far pensare alla meningite: FEBBRE, VOMITO, FONTANELLA BOMBATA (nei più piccoli) PETECCHIE, CONVULSIONI, FOTOFOBIA, CEFALEA. Se il bambino presenta l’associazione di alcuni di questi sintomi fallo valutare da un medico.Meningite
  3. La miglior protezione contro la meningite che puoi offire al tuo bambino è costituita dalle VACCINAZIONI: controlla il suo “libretto delle vaccinazioni” e se qualcosa non torna rispetto a quanto hai letto chiedi aiuto al pediatra.

Leggi anche La solita Febbre… “del sabato sera” 

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Commenti(6)

  1. REPLY
    Andrea Muratori ha scritto

    Grazie, articolo completo e facilmente fruibile.

    • REPLY
      Valentina Decimi ha scritto

      Grazie mille, siamo contenti sia stato utile.

  2. REPLY
    Valeria ha scritto

    Esauriente e scritto bene. Ancora una volta, complimenti

    • REPLY
      Valentina Decimi ha scritto

      Grazie Valeria!

  3. REPLY
    ugo ha scritto

    ancora una volta chiari e precisi , speriamo che in tanti leggano . grazie salvagente

  4. REPLY
    E.Rosella ha scritto

    Articolo bello, fatto bene.
    Meno l’immagine della “mano rossa” che ricorda il sangue..A mio avviso l’immagine deve essere + rassicurante ..

    Dott.ssa E.Rosella
    Infettivologa e Nutrizionista Clinica

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